I motivi che ti possono spingere alla presa del monte del castello sono almeno tre: visitare il monte del castello, visitare quel che resta del castello, addentrarti all’interno delle grotte, o darci almeno una sbirciatina.

Il contesto ambientale d’altronde è di quelli che non si possono dimenticare. Il castello medievale di Quirra, del quale ad oggi rimangono in piedi poche mura, è allocato in uno scenario che ti toglie il respiro. A valle il mare, intorno il cielo limpido di Sardegna e l’altopiano di Cardiga, tutto vegetazione mediterranea e profumi nostrani.

Le grotte soprattutto non passano inosservate. La loro formazione è relativamente recente, e si sono create grazie all’erosione dei calcari che costituiscono ilMonte. Fra quelle fin ora scoperte, visitate e visitabili ne saltano all’occhio almeno tre.

La Prigione  è posizionata alle pendici del monte, e il suo nome lo deve all’antico utilizzo della grotta che non di rado ospitava prigionieri di guerra e criminali.

La “Grutta de Giuanniccu Mene” è una grotta piuttosto intricata e misteriosa: è tutta un dedalo di cunicoli e passaggi che la rendono unica nel suo genere. L’ambiente più grande è circolare e ospita imponenti masse rocciose e una comunità di chirotteri notevole.

La “Grutta de Nicolau” deve il suo nome alla vicinanza con la bella chiesa di San Nicola e la si è scoperta dopo il brillamentodi una mina della seconda guerra mondiale. Il suo accesso è piuttosto visibile anche dalla strada, ma a causa dell’assenza di zone umide al suo interno la fauna è pressoché assente.

Ampia e suggestiva anche la Grotta del fico d’india, il cui ingresso è appunto ben nascosto da numerose piante di fichi d’india. La grotta è complessa, a più piani, tutti comunicanti, misteriosa e bella come ci si aspetta.  Infine ricordiamo “IsStampus de su Monti ‘e Casteddu”, un gruppo di sei grotte, la Grotta del Fico con bellissime stalattiti e stalagmiti, il Riparo del Castello e la Grotta degli Sperlerpes.

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