11008947_944563928911783_210430125_nAnticamente il Carnevale a Villaputzu, come negli altri paesi della Sardegna, si viveva in modo diverso da come lo vediamo oggi dove appaiono le maschere dedicate alla Disney come Topolino, Minny, Spiderman, Batman e tanti altri personaggi televisivi. Prima invece il Carnevale era una data attesissima da grandi e piccini, perchè in quei giorni si poteva essere trasgressivi. I maschi si vestivano da femmina e viceversa, semplicemente rovistando negli armadi di casa o della nonna. Pochi oggetti o vestiti davano forma a “Is mascaras legias”(Le maschere per il viso erano fatte di carta) Ogni “Mascara” era munita di coperchi pentolini e cucchiai di legno per fare tanto rumore, ma c’erano anche i più bravi che suonavano “Su sonittu” e accompagnavano a suon di musica la chiassosissima orda di maschere che girava per le strade bussando i portoni, sperando che qualcuno li attendesse con le frittelle e perché no, un bel bicchiere di vino. La Pro Loco di Villaputzu ripropone la 1 edizione dell’antico carnevale “Sa Mascara legia” il 17 febbraio 2015, dove prevede la presenza della maschera Etnica di Villaputzu “Is Faciolas”, che con le loro rappresentazioni per le vie del paese faranno rivivere quel magico momento, tra Riti di buon e cattivo auspicio per la prosperità ,la ricchezza e la salute! STORIA DE SA FACIOLA (Facioà) Faciola è una divinità ricorrente nella mitologia e nella cultura del Sardegna in particolare nel Sarrabus risalente al periodo XVIII, aveva un significato ben preciso e una connotazione e identificazione specifica. Tutte maschere sarde tradizionali fanno riferimento a questa divinità della Natura. Spesso identificato in Baku il Dioniso dei Greco. Fu trasformato con l’avvento della Cristianità, in demone se non addirittura col Demonio stesso. 11006206_944564072245102_595273804_n

Fino al secolo scorso, i contadini e i pastori sardi invocavano: Sa Faciola ( pelle di coniglio) Keret aba su laore (l’acqua per il cereale – campo seminato) o Keret aba su sikkau (chiede l’acqua il seccato – campo), ed aveva il significato di scacciare il malocchio e portare buona sorte al raccolto che nel periodo aspettava le piogge. Per le vie del paese giravano alcune decine di tali maschere, trascinando alcuni antichi attrezzi agricoli e seminando il panico scuotendo dei campanacci, a seconda dell’accoglienza dei vari quartieri dispensavano sorte positiva o negativa, gettandosi per terra come indemoniato. Come maschera etnica Sa Faciola è rappresentato da un uomo o una donna, ricoperto in viso con una pelle di coniglio, vestono con abbigliamento femminile, gonna nera, e su gipponi nero, un fazzoletto nero in testa. Nelle sue uscite durante la sfilata alcuni elementi del gruppo ( rievocando la semina) spargono il grano buttandolo anche addosso alle persone con il saluto che sia per tutto e tutti di buon auspicio “Saludi e trigu” . Le testimonianze su questa maschera sono tante e collimano con i racconti degli anziani del paese, si ringraziano in particolar modo il Sig. Porcu Luigi, Gesuino Carta(fu), e tante altre persone, grazie alle loro testimonianze e accurate ricerche sia del vestito che del ruolo rivestito dalla maschera. La Pro Loco di Villaputzu ha voluto ed è riuscita a far rivivere questa bellissima tradizione con la sua rinascita avvenuta nel 2011 ormai parte integrante del nostro Carnevale e non solo, il Gruppo ormai consolidato con circa una trentina di elementi Is Faciolas partecipano, ad altre manifestazioni in giro per la Sardegna.

 

di Sonia Agus

si ringrazia la Proloco Villaputzu

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